












Well, I am ill
But I'm not dead
And I don't know which of those I prefer
Because that limb which I have lost
Well, it was the only thing holding me up
Holding me up
Well, I'm lying on the ground now
Walking through the only door
Well, I have lost my eyesight
Like I said I would
But I still know
And that is you in front of me
And you are back for even more of exactly the same
Well, are you a masochist to love a modern leper
On his last leg
And you are not ill
And I'm not dead
Doesn't that make us the perfect pair?
Just you and me
We'll start again
And you can tell me all about what you did today
Rivivere quella specie di meccanismo automatico-burocratico che unisce un uomo e una donna nel momento in cui non si conoscono, ma che, irrimediabilmente, si piacciono.
Si può chiacchierare di cose intelligenti o stupide, tentare di sedurre o essere timidi.
Ma c'è un attimo.
Prima che cominci tutto.
Che è quell'attimo giusto prima di baciarsi che sembra non arrivare mai.
Che sembra non finire mai.
Che si vorrebbe non finisse mai.
Quello che determinerà il fatto di andare a casa tua o casa sua.
Quello che determinerà il fatto di addormentarsi con la gioia nel cuore o più semplicemente fra le sue braccia.
Ed è in quell'attimo che si esprimono quelle due o tre frasi che sono un misto di banalità, falsità, intimità e timidezza.
Cose che ogni volta che ci si ripensa viene la pelle d'oca oppure infilare la testa sotto il piumone per la vergogna o che, ancora, ti fanno cacciare un urlo di gioia nel silenzio della casa vuota, la mattina dopo.
Sono frasi che non si ripeterebbero mai.
Che bisogna dimenticare di avere dette o ascoltate.
Ma poi lo dici.
Ascolti la risposta.
E vi baciate.


In quel momento apparve la volpe.
"Buon giorno", disse la volpe.
"Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
"Sono qui", disse la voce, "sotto al melo... "
"Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino... "
"Sono una volpe", disse la volpe.
"Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono così triste... "
"Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata".
"Ah! scusa", fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
"Che cosa vuol dire "addomesticare"?"
"Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
"Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
"Che cosa vuol dire "addomesticare"?"
"Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
"No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare?"
"È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami...
"Creare dei legami?"
"Certo", disse la volpe.
"Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini.
E non ho bisogno di te.
E neppure tu hai bisogno di me.
Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi.
Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro.
Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo".
Tu sarai per me l'unico al mondo.
Addomesticami.
con l'amore di un Piccolo Principe





Oltre l'arrampicata.
Dentro i nostri sogni.
sperimentare.
scalare.
creare.
vedere.
rivedere.
immaginare.
Ed eccoci in un mondo "altro" che va oltre la mera documentazione, ma che esplora quel punto in cui la realtà incontra la fantasia, dando vita a nuove visioni.
Visioni e bianconigli.
White Rabbit nasce dalla concezione del coniglio bianco come il simbolo di quella transizione che, dalla concretezza del fare-disfare quotidiano, ci conduce ad a un mondo magico con tratti di irrealtà in cui il il coniglio bianco è la meta da raggiungere per capire l'essere umano e analizzarne le pulsioni. Il collage fotografico e la postproduzione ricalcano il legame tra il gesto reale dell'arrampicata e i suoi derivati al mondo irreale dove storie, sogni e idee s'intrecciano.
Alice e le sue irrealtà.
Mondi metaforici che ci mostrano le dinamiche proprie di questo mondo.
La verosimiglianza non interessa più a questa fotografia che, liberata dalla fedele riproduzione del reale grazie al digitale, consente l'esplorazione di quelle emozioni che si nascondono oltre (e dentro) l'arrampicata, oltre le pulsioni, dentro le paure, dentro i nostri sogni, trasformandosi in un viaggio attraverso i nostri universi mentali, che arriva a toccare l'elaborazione visiva di una pulsione, spesso scaricata nell'arrampicata.
O forse, la scalata e le sue degenerazioni e derivazioni altro non sono che un pretesto per raccontare quel mondo più o meno nascosto che assume le forme più svariate, ma in cui un bianconiglio ci inquieta-protegge-assale-rivela.
Andare oltre, provare e sperimentare.
L'amore.
Ti libererà.
(ovvero)
Gli amanti.
Si libereranno.
(mentre)
I falsi legami.
Crolleranno.
(così)
I loro cuori.
Diventeranno più forti.
_venne così semplicemente e brevemente riassunto il credo tanto sperato, mai esternato, e ora solo timidamente sussurrato, nella forza creatrice-generatrice-costruttrice-edificatrice-fondatrice di quell'amore che ridà il respiro, dopo tante-troppe-e-troppo-lunghe apnee.